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Stabilizzazione Under 35: il nuovo esonero contributivo del 100% per le aziende che assumono a tempo indeterminato

Il mercato del lavoro giovanile italiano continua a essere al centro dell'agenda legislativa. Con il Decreto-Legge n. 62/2026, convertito nella Legge n. 112/2026, il legislatore ha introdotto un incentivo concreto per spingere le imprese a offrire maggiore stabilità lavorativa ai giovani under 35: un esonero contributivo totale, pari al 100%, per i datori di lavoro che trasformano un contratto a tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato. L'INPS ha già fornito le prime istruzioni operative con la circolare n. 72 del 3 luglio 2026, aprendo di fatto la strada alle prime stabilizzazioni agevolate a partire dal 1° agosto 2026.

Di seguito analizziamo nel dettaglio la misura, i suoi beneficiari e le condizioni da rispettare per non perdere il diritto allo sgravio.

A chi si rivolge questa misura

Il beneficio è destinato a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalle dimensioni aziendali o dal settore di attività. Possono accedervi anche le imprese agricole. Restano invece esclusi:

  • le Pubbliche Amministrazioni;
  • i datori di lavoro domestico;
  • i rapporti di apprendistato.

Si tratta, quindi, di uno strumento pensato prevalentemente per il tessuto produttivo privato, che spesso fatica a giustificare economicamente il passaggio da contratti a termine a rapporti stabili, soprattutto in contesti di incertezza congiunturale.

Chi sono i lavoratori ammissibili

Non tutti i giovani dipendenti rientrano nel perimetro dell'agevolazione. Per accedere all'esonero, il lavoratore deve soddisfare contemporaneamente tre condizioni:

  • avere meno di 35 anni alla data della trasformazione (quindi al massimo 34 anni e 364 giorni);
  • non aver mai avuto, in tutta la propria vita lavorativa, un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • appartenere alle qualifiche di operaio, impiegato o quadro — i dirigenti sono esclusi.

L'INPS ha chiarito alcuni casi limite rilevanti per la pratica quotidiana. Un precedente contratto di apprendistato non preclude l'accesso al bonus, così come un contratto di lavoro domestico a tempo indeterminato. Al contrario, è sufficiente un solo precedente rapporto a tempo indeterminato — anche se cessato in prova o per dimissioni volontarie — per far decadere definitivamente il diritto all'incentivo. Un elemento da non sottovalutare in fase di selezione e verifica della storia contrattuale del candidato.

Quali contratti possono essere trasformati

L'agevolazione non riguarda le nuove assunzioni dirette a tempo indeterminato, ma esclusivamente le trasformazioni di specifici contratti a termine già in essere. In particolare, il contratto originario deve rispettare queste caratteristiche:

  • essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026;
  • avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi;
  • essere trasformato senza soluzione di continuità, cioè senza alcuna interruzione tra il termine del contratto precedente e l'inizio del nuovo rapporto;
  • la trasformazione deve avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026.

Sono espressamente escluse le trasformazioni di contratti a termine avviati dal 1° maggio 2026, il lavoro intermittente, il lavoro domestico e i rapporti di apprendistato.

Quanto vale concretamente il bonus

Il valore economico dell'incentivo è significativo. L'esonero riguarda il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con alcune precisazioni:

  • la durata massima è di 24 mesi;
  • il limite mensile è fissato a 500 euro per ciascun lavoratore;
  • nei contratti part-time il beneficio viene riproporzionato;
  • nei mesi parzialmente lavorati il calcolo avviene su base giornaliera;
  • sono esclusi i premi e i contributi INAIL.

Un elemento rassicurante per i lavoratori: la contribuzione figurativa rimane invariata, garantendo la piena maturazione dei diritti pensionistici come se i contributi fossero stati regolarmente versati.

Le condizioni che il datore di lavoro deve mantenere

Accedere al bonus non è sufficiente: bisogna anche mantenerlo nel tempo. Il datore di lavoro è tenuto a rispettare per tutta la durata del beneficio una serie di obblighi:

  • essere in regola con il versamento dei contributi (DURC regolare);
  • rispettare la normativa in materia di lavoro e sicurezza;
  • applicare i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;
  • assenza di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva;
  • mantenere un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.

Quest'ultimo punto merita un'attenzione particolare. L'INPS ha chiarito che l'incremento occupazionale netto deve essere verificato mese per mese. Se in un determinato mese il requisito viene meno, il datore di lavoro perde il diritto all'esonero per quel mese specifico, pur potendo recuperarlo nei mesi successivi qualora l'incremento venga ripristinato.

Il rischio di decadenza: cosa tenere sotto controllo

La complessità di questa misura risiede proprio nella necessità di un monitoraggio costante dei requisiti nel corso dei 24 mesi di fruizione. Un licenziamento per ragioni oggettive, una riduzione degli organici o l'irregolarità contributiva anche temporanea possono compromettere il beneficio. È fondamentale dotarsi di procedure interne di verifica periodica o affidarsi a professionisti in grado di seguire l'azienda durante l'intero arco temporale dello sgravio.

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Le agevolazioni contributive rappresentano un'opportunità concreta per le imprese, ma la loro gestione richiede attenzione ai dettagli e una corretta impostazione fin dall'inizio. LexGo mette a disposizione dei propri clienti un team di esperti in diritto del lavoro e consulenza previdenziale, presente nelle sedi di Torino, Roma, Napoli, Parigi e Sofia, pronto ad assisterti in ogni fase: dalla verifica dei requisiti del lavoratore all'accesso alla procedura INPS, fino al monitoraggio mensile delle condizioni di mantenimento del beneficio.

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