Con l'arrivo del mese di giugno 2026, milioni di pensionati italiani attendono l'accredito del proprio assegno mensile. L'INPS ha già comunicato le date ufficiali e le modalità di pagamento, ma leggere correttamente il cedolino della pensione — e capire perché il netto percepito può differire sensibilmente dall'importo lordo — non è sempre immediato. In questo articolo il team di LexGo analizza le informazioni essenziali, con uno sguardo pratico alle implicazioni fiscali e alle possibili trattenute che incidono sull'importo finale.
Quando arriva la pensione di giugno 2026?
L'INPS ha confermato che il cedolino di giugno 2026 sarà accreditato con valuta lunedì 1° giugno. Il calendario segue la regola generale secondo cui le prestazioni pensionistiche vengono liquidate il primo giorno bancabile di ciascun mese. Fanno eccezione le giornate festive o non bancabili — in quel caso il pagamento slitta al giorno successivo utile — e il mese di gennaio, per il quale l'accredito avviene tradizionalmente il secondo giorno bancabile.
Per il resto dell'anno, il calendario già comunicato dall'INPS prevede accrediti il 1° luglio, il 1° agosto (con alcune banche che potrebbero posticipare al 3), il 1° settembre, il 1° ottobre, il 2 novembre e il 1° dicembre.
Pagamento in contanti: quando è possibile?
Chi preferisce ritirare la propria pensione in contanti presso gli uffici postali può farlo, ma solo entro un limite preciso: importi complessivi fino a 1.000,00 euro netti. Superata questa soglia, il pensionato è obbligato a comunicare all'INPS le coordinate bancarie o postali (IBAN) su cui ricevere l'accredito. La comunicazione avviene tramite l'apposita sezione del portale istituzionale, accessibile dal percorso inps.it → Pensione e Previdenza → Cambiare le coordinate di accredito della pensione.
Si tratta di una disposizione che mira a garantire tracciabilità e sicurezza nelle transazioni di importo significativo, in linea con la normativa antiriciclaggio vigente.
Come consultare il cedolino online
Il cedolino della pensione di giugno 2026 è consultabile direttamente online, accedendo al portale INPS con le proprie credenziali digitali: SPID, CIE o CNS. Il percorso da seguire è inps.it → Pensione e Previdenza → Cedolino della pensione.
Attraverso questa piattaforma è possibile:
- Verificare l'importo mensile liquidato;
- Comprendere le ragioni di eventuali variazioni rispetto ai mesi precedenti;
- Accedere alla Certificazione Unica e al Modello Obis/M;
- Ricevere il cedolino e la CU direttamente via e-mail, attivando il servizio nell'area MyINPS.
Prendere l'abitudine di consultare il cedolino ogni mese è una buona pratica: consente di individuare tempestivamente eventuali anomalie e di agire con prontezza in caso di errori o trattenute non attese.
Le trattenute fiscali: perché il netto è inferiore al lordo
Uno degli aspetti che genera più dubbi tra i pensionati riguarda la differenza tra l'importo lordo e quello netto effettivamente percepito. Sul cedolino di giugno 2026 incidono diverse voci fiscali:
- IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche), applicata mensilmente come ritenuta alla fonte;
- Saldo addizionale regionale 2025, trattenuto in undici rate mensili da gennaio a novembre 2026;
- Saldo addizionale comunale 2025, anch'esso spalmato in undici rate da gennaio a novembre 2026;
- Acconto addizionale comunale 2026, trattenuto in nove rate mensili da marzo a novembre 2026.
È importante ricordare che alcune categorie di prestazioni sono esenti da queste trattenute: tra queste figurano le pensioni e gli assegni sociali, le prestazioni di invalidità civile, le pensioni per vittime del terrorismo e le pensioni di residenti all'estero che beneficiano di convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione fiscale.
Altre trattenute possibili sulla pensione
Oltre alle ritenute fiscali, il cedolino di giugno 2026 potrebbe riportare ulteriori voci di trattenuta legate a situazioni personali specifiche. Le più comuni sono:
- Pignoramento presso terzi: quando un creditore ottiene dal giudice l'autorizzazione a recuperare il proprio credito mediante trattenuta diretta sulla pensione;
- Assegno alimentare o di mantenimento: in caso di separazione o divorzio, il giudice può disporre che una quota della pensione venga versata direttamente al coniuge o ai figli aventi diritto;
- Recupero di indebiti pensionistici: se l'INPS ha erogato somme non dovute, procede al recupero tramite trattenuta mensile, nel rispetto del limite di un quinto dell'importo e garantendo comunque il trattamento minimo al pensionato;
- Cessione del quinto: trattenuta derivante da un finanziamento stipulato con una banca o un intermediario finanziario;
- Quote associative sindacali: per i pensionati iscritti a un sindacato che abbiano autorizzato la trattenuta diretta;
- Recupero APE Volontario: restituzione del prestito pensionistico anticipato.
Ciascuna di queste voci risponde a regole e limiti precisi stabiliti dalla legge. Se ritieni che una trattenuta sia errata o sproporzionata, è fondamentale agire rapidamente per tutelare i tuoi diritti.
Cosa fare in caso di anomalie sul cedolino
Riscontrare una discrepanza tra l'importo atteso e quello accreditato può essere fonte di preoccupazione, ma nella maggior parte dei casi esistono strumenti concreti per fare chiarezza. Il primo passo è sempre quello di scaricare e leggere attentamente il cedolino, verificando ogni singola voce. Se le spiegazioni non risultano chiare, o se si sospetta un errore da parte dell'INPS, è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato che possa analizzare la situazione e, se necessario, presentare un'istanza di riesame o avviare le opportune procedure di tutela.
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