Il tema del risarcimento del danno biologico in Italia ha vissuto mesi di profonda incertezza, finalmente risolta dalle Sezioni Unite della Cassazione.
La Tabella Unica Nazionale: cos'è e perché serve
La Tabella Unica Nazionale (TUN), introdotta dal DPR 13 gennaio 2025 n. 12 e operativa dal 5 marzo 2025, fissa valori di risarcimento uniformi su tutto il territorio nazionale per il danno biologico derivante da invalidità pari o superiori al 10%.
Per quasi due decenni, in assenza di una tabella unica, i giudici avevano fatto affidamento sulle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, divenute il parametro di riferimento de facto. L'adozione della TUN ha però creato un problema: si applica anche ai sinistri anteriori?
Il caos nei tribunali
Si sono formati due schieramenti contrapposti. Il Tribunale di Perugia (sentenza 424/2025) ha applicato la TUN retroattivamente, mentre il Tribunale di Ascoli Piceno (sentenza 147/2025) lo ha escluso categoricamente. La differenza tra le due tabelle poteva superare i 20.000 euro.
La parola delle Sezioni Unite
Con la sentenza n. 5889/2026 del 15 marzo 2026, le Sezioni Unite hanno chiuso definitivamente il contrasto, affermando che la TUN può essere utilizzata come parametro di riferimento anche per i sinistri verificatisi prima della sua entrata in vigore, in applicazione del principio di uniformità di giudizio.
Danno terminale e catastrofale
La Cassazione, con l'ordinanza n. 468/2026, ha inoltre stabilito che anche pochi momenti di agonia possono generare un credito risarcitorio trasmissibile agli eredi, distinguendo la sofferenza fisica dalla paura cosciente di morire e superando i vecchi automatismi basati sulla soglia delle 24 ore.
Fonti: La Legge per Tutti, La Legge per Tutti, Il Sole 24 Ore